martedì 24 agosto 2010

Un italiano risponde alla lettera di Veltroni

Gentile On. Veltroni,

Abbiamo letto la sua lettera di fine agosto indirizzata agli italiani e da italiano le rispondo.

Lei parla di cosa farebbe la sua persona per l’Italia in questa situazione drammatica e, oltre ad una illuminante serie di promozioni editoriali, ci consiglia delle cose che andrebbero fatte adducendo questo suo intervento come un dovere per quei 14 milioni di italiani che hanno apposto una croce sul su nome alle famose primarie.

A parte il fatto che le famose “primarie” erano delle finte primarie (ed è alquanto coraggioso nel proporle per legge senza sapere di cosa in realtà siano mentre siamo in migliaia a chiederlo da anni senza essere ascoltati ne da lei ne da altri suoi colleghi…) e oggi, grazie alla rete, tutta l’Italia ne è a conoscenza (candidatura scelta a tavolino, gruppi organizzati di votanti, doppi, tripli e quadrupli voti espressi da militanti vicini ai candidati, voti espressi da persone lontane anni luce dalla sua dottrina politica convinti non si sa bene come e perché), mi risulta alquanto stravagante che proprio lei ci venga a dire e consigliare cosa e come fare.

E le spiego il perché.

Lei critica Berlusconi (che è lontano da me migliaia di anni luce, per non dar adito ad alcun equivoco) che utilizza spudoratamente i sui giornali e le sue televisioni. Eppure sono le stesse che hanno supportato il suo nome come “volto nuovo della politica italiana” quando in realtà già da qualche anno percepiva più di 8.000 euro di vitalizio dalla Camera dei Deputati (che se pur generosa non li elargisce così facilmente al primo arrivato).

E sono sempre le stesse che hanno tenuto nascosto il mostruoso debito accumulato al comune di Roma di cui è stato primo cittadino per diversi anni.

Inoltre non si può dimenticare il suo avvallo, con i sui voti e i suoi silenzi, alle fortune del Berlusconi, supportando, con il suo amico-nemico di partito Massimo D’Alema ed altri esimi colleghi, provvedimenti legislativi come il pagamento del solo l’1% sull’utilizzo delle frequenze televisive in concessione dallo Stato (regalo di Craxi quando lei era già nettamente in politica e il suo partito prendeva milioni di voti) mentre quelli che lei chiama “i poveri italiani” pagano il 45% di tasse su quello che utilizzano e producono.

Nella sua lettera ci dice che il nostro paese ha necessità di innovazioni, nei regolamenti delle Camere, nell'equilibrio dei poteri tra governo e Parlamento, nelle leggi elettorali, nella riduzione dell'abnorme peso della politica, nella soppressione di istituzioni non essenziali, che bisogna semplificare e alleggerire, bisogna considerare il tempo delle decisioni come una variante non più secondaria e che, soprattutto, l'Italia, tutta, deve ingaggiare una lotta senza quartiere alla criminalità che succhia ogni anno 130 miliardi di euro alle risorse. Continua poi dicendo che l’Italia non ha una università tra le prime cento del mondo, che ha una metà di sé è sotto il condizionamento di poteri criminali, che ha evasione altissima e altissima pressione fiscale e un debito pubblico immenso, che ha una amministrazione barocca e il primato dei condoni, che scarta come un cavallo l'ostacolo ogni volta che deve sfidare sondaggi e corporazioni e dove non si riesce a terminare la Napoli – Reggio Calabria, concludendo che il nostro Paese merita di più che di un alleanza con “il diavolo”.

A queste sue illuminate riflessioni (alle quali, fra le righe, suggerisce il suo partito come mezzo efficace di risoluzione di tutti i problemi, magari con Fini e Casini) mi viene in mente che lei è stato parte integrante di questa classe politica da oltre 30 anni. E già da prima di questo periodo il nostro paese soffriva di questo lungo elenco di nefandezze. Certo si sono aggravate negli ultimi 15 anni ma lei era protagonista attiva quando avete contribuito, lei e il suo partito, a “partorire il diavolo”.

Negli ultimi 15 anni, non mi risulta che abbia governato solo Berlusconi.

Il destino o parte di esso del nostro Paese è stato per svariato tempo anche nelle sue mani eppure non avete trovate di meglio che avvallare l’attuale primo ministro in decisioni che sono alla radice di quello che lei dice essere “monarchia livida e democrazia autoritaria al pari della Russia e della Cina”, (come oltre alla legge sopra citata ed ultimo in ordine di tempo, il condono fiscale per i capitali all’estero dove sempre il suo collega D’Alema ed altri del suo partito hanno detto di non aver votato – se l’avessero fatto non sarebbe stato approvato – perché non avevano letto bene il testo).

Inoltre avete avuto, verso il paese, lo stesso identico atteggiamento al quale assistiamo oggi nei partiti di governo. Vi siete massacrati l’uno contro gli altri per il potere e a poco serve dire è colpa di questo o di quello. Avevate il governo saldamente nelle vostre mani, per più di una volta ed oggi mi viene a parlare di conflitto di interesse e di mafia?

Ma lei ancora crede che la maggioranza degli italiani credano una sola parola di quello che politici come lei hanno ancora il coraggio di esternare?

Gentile Veltroni, da italiano, le rispondo, perché italiano: abbia la compiacenza di tacere e di non indicare strade. Le stesse dove eravate alla guida. Visti i sui risultati.

Risultati che, oltre a creare quello che molti pensano sia il “mostro”, hanno decretato anche la fine politica del più grande ed autorevole partito di opposizione del paese.

Avete bruciato con piccole beghe personali, che ancora oggi continuano imperterrite, decine di anni di quella storia, che lei stesso ricorda, che anch’essa non mi appartiene ma che era e rimane un tesoro prezioso per il paese ma di cui sicuramente ne lei ne tanti altri suoi colleghi di partito siete degni eredi.

Niente di personale ovviamente ma la politica si deve giudicare per i risultati che produce (questa è la vera sfida di oggi per il paese) e quello che le persone come lei e quelle che ancora in gran numero siedono in parlamento, in buona o cattiva fede, hanno contribuito a produrre è quello che oggi dobbiamo drammaticamente affrontare e la soluzione spetta sicuramente ad altri e non a loro.

Sicuramente non siete il diavolo ma suoi complici si.

Da un italiano
DP

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