giovedì 26 agosto 2010

Il perché dovrebbe essere utile votare la Lega Nord

                                                                                        Ci son due partiti che godono di quotazioni indubbiamente in rialzo per le eventuali elezioni politiche attese ormai dai molti.

   Uno è l’IDV di Antonio Di Pietro e l’altro è la Lega Nord di Umberto Bossi.

   Per entrambi è una tendenza che non vede flessioni da qualche anno, a differenza di altri.

   C’è però una differenza sostanziale fra i due partiti. Talmente sostanziale che pone sicuramente la lancetta del gradimento a favore dell’Umberto “dè fucili” che in caso di elezioni anticipate, gli permetterebbe di guadagnare trenta deputati in più a discapito del Cavaliere, di Fini e del PD.

   Oltre alla sana abitudine di inneggiare ad ipotetiche rivoluzioni armate dei popoli del Nord (tutte da dimostrare) salvo poi a giungere a più miti toni e mediazioni nei palazzi del potere, lontani da occhi ed orecchie indiscrete dello zoccolo duro del partito, Bossi e i sui colonnelli, hanno la grande capacità di aver assimilato (ed affinata) la tecnica pluridecennale applicata dal “grande nemico del Nord” la DC.

   Infatti, pur essendo i “generali” padani presenti in parlamento da oltre sei legislature, molte delle quali passate con i bottoni del comando nelle proprie mani (ed usufruendo di ricchezze personali insperate solo 15 anni fa) l’enfasi con la quale si attribuiscono i tanti mali del Nord ad altri soggetti diversi da loro, è esemplare e quasi commovente.

   Da sola meriterebbe almeno il 10% in più di voti!

   Come commovente è la guerra a Roma ladrona (la stessa che paga i loro lauti stipendi senza ricevere obiezioni padane) e al Sud sprecone che divora i soldi sudati al Nord (dimenticando che le Mafie “golose”, al Nord ci stanno non da oggi ma da decenni e oltre che a costruire in sacro territorio padano migliaia di villaggi, ville,appartamenti e attività imprenditoriali, hanno anche esportato tonnellate di rifiuti tossici nelle piane casertane e napoletane per decenni in perfetta armonia camorristica).

   Lasciamo stare il fatto che il sudore non ha collocazione geografica e che l’evasione fiscale è in maniera impressionante predominante al Nord più che al Sud. Come lasciamo stare anche il fatto che le campagne del Nord sono ancora piene di extracomunitari che contribuiscono in maniera predominante al PIL locale (mentre altri stranieri, invece che passare per il mare, perché bloccati dalla LN – come tanto pubblicizzato dal partito – entrano tale e quale ma direttamente via terra, questa volta direttamente dal Nord invece che da Pantelleria …). Ed infine lasciamo anche stare il fatto che la qualità della vita al Nord è di gran lunga diversa da come la si propaganda. Al Sud in fondo tutti hanno casa e un giardino dove coltivare i beni essenziali per la sopravvivenza giornaliera mentre nella sola Vicenza, per esempio , 12.000 famiglie hanno chiesto aiuto economico alle istituzioni perché non riescono ad arrivare alla fine del mese.

   Lasciando stare tutto quello sopra descritto ed altro per il quale servirebbero almeno altre 100 pagine, il capolavoro per il quale sarebbe utile votare la LN anche al Sud è il Federalismo.

   Infatti il Federalismo non nasce per responsabilizzare l’intero paese ad una gestione oculata delle risorse finanziarie centrali e locali ma nasce per sancire il predominio leghista nella propria area di riferimento. E si sa … “senza soldi non si cantano messe”. E poco importa se alla domanda “Ma quanto costa fare il federalismo e chi pagherà?”, il Senatur & C. non sanno rispondere.

   Quello che conta e che miliardi di euro saranno nella titolarità delle decisioni degli amministratori pubblici del Sud come del Nord.

   Con due risultati eccezionali:

1) La definitiva consegna del Sud alle Mafie che lo useranno come discarica sociale e non solo per i business che andranno a stipulare al Nord del quale il Sud non potrà più farne a meno essendo ad esso completamente assoggettato e direttamente dipendente con la scure sulla testa della secessione se non allineato ai voleri dei futuri padroni.

2) La totale disponibilità di miliardi di euro nelle mani di Sindaci, Assessori e Consiglieri Comunali con la supervisione dei “Generali”.

   A tal proposito, per finire, vediamo, in breve e solo con qualche esempio (altri forse potrebbero testimoniarli i lettori di questo articolo nei commenti), come pare, a dire dalla stampa italiana, vengono gestite le risorse pubbliche dalla LN, tralasciando “trote” e “fucili” vari.

   Penne satinate con punta extrafine a centinaia griffate con il "Sole delle Alpi", son state pagate con soldi pubblici e distribuite ai militanti. Sparano peperoncino per immigrati pericolosi.

   Un fumetto camuffato da libro di storia è costato 105 mila euro di soldi pubblici, per 10 mila copie distribuite ad altrettanti studenti. Contiene le incisioni rupestri dei Camuni datate 3000 dopo Cristo, un passaggio che sembra attribuire la strage di piazza Fontana ai sessantottini, i galli che cantano "We are the padan cocks" e Garibaldi che scompare dalla storia dell'Unità d'Italia. Non viene nemmeno nominato fugacemente.

   A Trieste una legge ad hoc sulle origini celtiche del popolo friulano è costata 6 miliardi di vecchie lire e documentari etnici da 200 mila euro a testa.

   Lo studio della lingua locale nelle scuole è costato finora oltre 35 milioni anche grazie a strutture ad hoc come l'Arlef, l'Agenzia regionale che lo gestisce, dove fra presidente e CDA le poltrone sono cinque volte i dipendenti, per un costo mensile di quasi 100 mila euro.

   La rivista "Il Welfare", stampata da Buonitalia spa (società partecipata dal ministero delle Politiche agricole) è costata nel periodo elettorale alle casse pubbliche 5 milioni di euro e conteneva il book fotografico del nuovo Doge, distribuito a migliaia di famiglie venete. Ritraeva Zaia in differenti mise: dal gessato allo sportivo, fra bottiglie di vino, formaggi e salumi. Se poi qualcuno non l'avesse ricevuta, bastava dare un'occhiata al portale del ministero. Fino alla notte del 18 marzo, denuncia un esposto alla Procura di Padova, vi comparivano i manifesti elettorali del ministro. Cliccandoci sopra, poi, l'utente-navigatore veniva collegato al sito della campagna elettorale sotto lo slogan "Prima il Veneto". Sempre al ministero, gli statali in orario di lavoro garantivano la visione in rete di spot elettorali, messaggi politici, materiali personali del candidato leghista. Caricati dall'utente "Mipaaf", che altro non è che la sigla del dicastero romano.

   Faraonico palazzo della Provincia di Treviso all'ex manicomio di Sant'Artemio. Un appalto che doveva costare 35 milioni di euro, ma che è lievitato fino a 80 milioni. E se qualcuno ripete che sono aumenti fisiologici (cosa strana in quanto nelle gare di appalto pubbliche è vietata la revisione dei prezzi …), lo scontrino degli arredi parla chiaro: 12.840 euro sonanti per un solo tavolo e 531.426 euro per le sedie. Al punto che l'Italia dei Valori proclamò il "No spreco day", ricordando i tanti, si fa per dire piccoli, sperperi leghisti come la grigliata da 70 mila euro per lanciare le vacche venete o i tour promozionali dei prodotti DOC con sponsorizzazioni milionarie.

   Ci sono poi mogli, fratelli e amici (“trota” a parte).

   Stefania Villanova, la consorte del sindaco di Verona Flavio Tosi fu nominata a capo della segreteria dell'assessorato alla sanità della Regione senza concorso, ma a stipendio triplo. Il caso dei fratelli Conte, che realizzarono con le congratulazioni pubbliche del sindaco di Tombolo un polo scolastico a ridosso delle regionali, affidando la progettazione in via fiduciaria all'architetto Tiziano, appunto Conte, fratello del consigliere Maurizio, anche lui Conte. Un lavoretto coi fiocchi per i tagliatori di nastri, meno per la pioggia che allagò dopo pochi mesi il piano superiore.

   In Piemonte il neogovernatore Roberto Cota, che teme per l'esito del ricorso al Tar presentato da Mercedes Bresso, appena eletto ha subito preso carta e penna e chiesto al Parlamento di concedergli più tempo per optare fra la poltrona piemontese e lo scranno romano. Un doppio incarico, che significa anche doppio stipendio. L'avvocato Paolo Marchioni, vicino al ministro Roberto Calderoli, è: vicepresidente della Provincia del Verbano, assessore al bilancio e membro del CDA dell'Eni alla modica cifra di 135 mila euro l'anno. Leonardo Ambrogio Carioni, sindaco di Turate, presidente della Provincia di Como, presidente dell'Unione delle province lombarde, di Sviluppo Sistema Fiere, senza contare il posto nel consiglio di amministrazione della Pedemontana veneta e dell'Expo 2015 a Milano.

   Infine (ma non ultimo … l’elenco è troppo lungo …) ci sono le ronde. Si inneggia al farsi giustizia da sé, nell'illusione del risparmio. Ma a guardar bene non è quasi mai così. Anche stavolta fra i primi a partire ci sono i friulani. Popolo di risparmiatori, tanto da avere varato per volontà dell'assessore leghista Federica Seganti un piano sicurezza da 16 milioni di euro fra volontari bardati di spray e camicie verdi, pistole per i vigili dei piccoli paesi e telecamere un po' ovunque. Un tesoretto che serve soprattutto a rifarsi il guardaroba. Visto che, non appena la scure della crisi ha costretto la regione a decimare i fondi in bilancio, riducendoli a un milione, l'assessore ha mantenuto come priorità proprio l'addestramento dei fedeli guardiani leghisti. Tutti rigorosamente in divisa. Giacconi invernali ed estivi, uniformi, radio per chi diventerà guardia padana. Peccato che, sfogliando i curriculum in Regione, più che ronde contro il crimine sembreranno passeggiate ai giardinetti. Delle poche domande trasmesse agli uffici, circa due iscritti su tre hanno passato i 65 anni di età. E chiedono le divise.

   Ultima chicca, come confermato in questi giorni da Rosanna Sapri (già consigliere della LN e legata da una sincera amicizia a Bossi per molto tempo),su “Il Riformista”, è la vicenda che il Cavaliere avrebbe finanziato il Carroccio, ad un passo del fallimento, nel 2005, in cambio della proprietà del logo del partito, lo “spadone” di Alberto da Giussano (valutato 70 milioni di euro) nella vicenda del quasi fallimento Credieuronord dove il Cavaliere ha anche rinunciato (in qualità di creditore della LN) ai numerosi risarcimenti dovuti per le cause vinte contro il Senatur per le querele di diffamazione in seguito al tradimento subito nel 1994 ed il ribaltone susseguente.

   Insomma, a parte i forti dubbi sui tanti discussi “fucili” (conosco tantissima gente al Nord e molte realtà e vi assicuro, oltre ai tanti tricolori che vedo giornalmente, che la stragrande maggioranza dei cittadini a tutto pensa tranne che ad armi e a rivoluzioni di sorta contro altri cittadini italiani anzi, semmai, il pericolo sarà il contrario visto che molti si stanno accorgendo di quanto accade nei palazzi del potere locali), una certezza resta: Votare LN è sicuramente un motivo di ritorno alle origini.

   E si sa che, quando il tempo passa molti rimpiangono i tempi passati.

Chissà che non abbia ragione il Senatur.

   Può essere una soluzione ai tanti gravi problemi del paese.

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