L’interesse della politica, in questi giorni, si concentra su temi come i processi giudiziari, sulla composizione dei gruppi parlamentari, sulla gestione del partito di maggioranza relativa del paese, sulle dichiarazioni espresse dagli uni o dagli altri sui mezzi di informazione, sulle primarie dei partiti dell’opposizione, sul nome del futuro leader della sinistra, sulle possibili elezioni e alle porte aperte o chiuse, a seconda degli interessi di parte, dei prossimi candidati ed infine sulla campagna acquisti per evitare le stesse elezioni,
Facciamo a capirci.
Evitare le elezioni significherebbe, innanzi tutto cercare di portare a termine una legislatura dove i 200 deputati “novelli” (eletti cioè per la prima volta in parlamento) potrebbero avere la certezza di un vitalizio (pensione) a vita (il nuovo regolamento delle camere prevede che per accedere al vitalizio è necessario svolgere 5 anni di legislatura – anche cumulabili in legislature diverse - e non più i 2 anni, 6 mesi e un giorno) e poi prendere ulteriore tempo per assicurarsi una candidatura “certa”, senza ovviamente pensare minimamente a ritoccare la legge elettorale.
Oltre questi temi, non c’è il benché minimo spazio per altri temi anche se, in teoria, di temi ce ne sarebbero tantissimi sulla carta ma, si sa, i nostri eletti hanno “l’obbligo politico e morale” di “concentrarsi” prima sulle grandi questioni di “interesse nazionale” che però, sempre con più spregiudicatezza, coincidono con gli interessi particolari di parte.
Della loro parte ovviamente.
In questo, ovviamente, non faccio alcuna distinzione. Persino la Lega Nord ed Italia dei Valori rientrano in questa categoria.
Entrambi. Perché da nuove elezioni hanno solo da guadagnarci (in nuovi seggi naturalmente) con la differenza però che la prima fa parte della maggioranza (ed è quindi corresponsabile in prima persona della politica del governo pur non disdegnando l’idea di “far fuori” il Primo Ministro per aprire una nuova fase politica a suo esclusivo vantaggio) mentre la seconda fa parte dell’opposizione e non vede l’ora di poter mettere fine alla parola “Berlusconismo” (pur mantenendo intatte molte contraddizioni che non sono dissimili al fenomeno citato).
Questa è, di fatto, la situazione.
Scontri sempre più personali e temi che hanno come positività solo la ridefinizione del potere politico Nazionale e la successione a Mr. Berlusconi.
Ma, una domanda sorge spontanea, e il Paese?
Ma, una domanda sorge spontanea, e il Paese?
Com’è la situazione sociale della Nazione? Siamo certi che le discussioni che si protraggono da anni,siano utili ai cittadini? Cosa ha prodotto la politica negli ultimi anni?
E allora, cerchiamo di capire, con dati ufficiali ISTAT (quindi dati REALI perché l’ISTAT non è di parte anche se Tremonti ha provato più di una volta a dirottare la gestione dell’Istituto sotto l’influenza della Presidenza del Consiglio con immaginabili conseguenze) , in quale situazione si trova l’Italia oggi, dopo 94 mesi di gestione del Centro Destra e dopo 73 mesi di gestione del Centro Sinistra e, soprattutto, cosa hanno prodotto gli ultimi anni di politica.
Quello che vedremo è che la situazione reale del Paese e gli effetti delle politiche governative (sia dell’una che dell’altra parte) hanno tutt’altro che arricchito i cittadini, a dispetto dei proclami e degli “io ho fatto” oppure “noi abbiamo fatto”.
Ed in questo la crisi non c’entra assolutamente nulla ma quello che ha influito è la gestione delle Regioni, delle Province e dei Comuni da parte dei Politici italiani (di qualunque schieramento), fatto salvo rarissime isole di buona gestione che sono talmente rare che non rientrano nelle statistiche.
Oggi partiamo dal Nord del Paese e fra un paio di giorni ci occuperemo del Centro e del Sud.
In Italia ci sono 24.905.042 di famiglie.
Dal 2004 ad oggi, le famiglie che arrivano al fine mese con grande difficoltà sono aumentate, su base nazionale del 4,1% (erano il 33.7% nel 2004, mentre oggi sono il 37.8%).
Il 4.1% potrà sembrare una cifra bassa ma, in numeri puri e crudi, i cittadini per i quali la vita quotidiana è peggiorata, per effetto delle decisioni politiche dei vari partiti che si sono succeduti al governo del Paese, sono 22.688.001.
Sono la metà degli aventi diritto al voto.
Molti di loro non votano nemmeno più e quindi, oggi in Italia, è estremamente semplice con solo 1/3 dei voti ESPRESSI, avere la maggioranza politica del Paese che, di fatto, è una minoranza.
Se andiamo ad analizzare la tabella sotto riportata, in maniera bipartisan, vediamo che il Piemonte (governato fino ad ieri dal Centro Sinistra), la difficoltà di vita dei cittadini è aumentata dal 27.3% al 35.3% (8% in più ed il doppio della media nazionale) con 1.700.000 cittadini in difficoltà mentre in Lombardia (governato saldamente dal Centro Destra) i cittadini in difficoltà sono aumentati del 5.1% raggiungendo la cifra di quasi 3 milioni di persone che hanno grande difficoltà economiche.
Il ricco Veneto non è da meno. Dal 2004 ad oggi, il 5.6% della popolazione in più – pari a quasi 1.600.000 persone – hanno grandi difficoltà ad arrivare alla fine del mese.
Perfino nel ricco Trentino Alto Adige, le difficoltà di vita dei cittadini è aumentata del 20.1%.
Come al solito, a voi l’ardua sentenza.
Nel prossimo articolo ci occuperemo, come già detto, del Centro e del Sud.
Famiglie che arrivano a fine mese con grande difficoltà (%) –
DATI UFFICIALI ISTAT 2009
POPOLAZIONE ITALIANA (1 gennaio 2010) 60.387.000 -
FAMIGLIE IN ITALIA 24.905.042.- (componenti medi per famiglia 2.41)
Famiglie 2004 2005 2006 2007 2008Italia 24.905.042 33.7% 34% 34.7% 36.4% (22.688.001 cittadini) 37.8%
Nord-O 7.090.689 25.4 25.9 28 30.3 (5.399.986 cittadini) 31.6
Piemonte1.996.684 27.3 27.7 31.9 36 (1.698.638 cittadini) 35.3
Valle d'A. 59.381 20.7 18 22.8 18.4 (30.911 cittadini) 21.6
Lombardia 4.249.155 23.8 24.3 25.4 27.2 (2.939.013 cittadini) 28.7
Liguria 785.469 29.3 31 32.3 32.9 (728.797 cittadini) 38.5
Nord-E 4.928.479 25.5 26.7 26.4 27.7 (3.349.492 cittadini) 28.2
Trentino A.425.940 17 19.2 15.3 14.8 (206.329 cittadini) 20.1
Bolzano 203.160 18.3 20.8 16.9 15.1 (99.881 cittadini) 20.4
Trento 222.780 15.9 .. .. (106.306 cittadini) 19.8
Veneto 2.007.146 26.6 28.9 27.1 29.4 (1.557.585 cittadini) 32.2
Friuli V.G.555.524 27.1 28.8 28.1 28 (330.686 cittadini) 24.7
Emilia-R.1.939.869 25.8 25.6 27.7 28.7 (1.252.922 cittadini) 26.8

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