Dal 1994, il Centro Sinistra ha governato 73 mesi (6 anni ed un mese).
Il Centro destra 94 mesi (7 anni e 10 mesi).
10 maggio 1994 - 17 gennaio 1995 – Silvio Berlusconi - FI-AN-LN-CCD
17 gennaio 1995 - 17 maggio 1996 – Dini – Governo Tecnico
17 maggio 1996 - 21 ottobre 1998 – Prodi - PDS-PPI-RI-FV
21 ottobre 1998 - 22 dicembre 1999 – Massimo D’Alema - DS-PPI-RI-FV-PDCI-SDI-UDR
22 dicembre 1999 - 25 aprile 2000 - Massimo D’Alema - DS-PPI-RI-FV-PDCI-DEMO-UDEUR
25 aprile 2000 - 11 giugno 2001 – Amato - DS-PPI-RI-FV-PDCI-SDI-DEMO-UDEUR
11 giugno 2001 - 23 aprile 2005 - Silvio Berlusconi - FI-AN-LN- UDC
23 aprile 2005 - 17 maggio 2006 - Silvio Berlusconi - FI-AN-LN- UDC
17 maggio 2006 - 8 maggio 2008 – Prodi - DS-DL-PRC-RNP-PDCI-IDV-FV-UDEUR
8 maggio 2008 - in carica - PdL-LN-MpA
SITUAZIONE ECONOMICA DELLA REPUBBLICA ITALIANA
DEBITO PUBBLICO - Andamento del debito negli ultimi anni confrontato con il PIL (milioni di €)
Anno | Debito | PIL | % sul PIL |
2005 | 1.512.779 | 1.429.479 | 105,83% |
2006 | 1.582.009 | 1.485.377 | 106,51% |
2007 | 1.598.975 | 1.544.903 | 103,50% |
2008 | 1.663.353 | 1.571.870 | 105,82% |
2009 | 1.761.191 | 1.528.546 | 115,80% |
2010 | 1.812.700 |
Il 13,6% della popolazione, 8.078.000 di cittadini Italiani e’ ufficialmente “Povera” (Dati ISTAT del Luglio 2009, riferiti al 2008) e cioè, vive con un’entrata economica mensile, assolutamente insufficiente alle sue esigenze primarie che e’ di Euro 997,67 al mese per famiglia (di due persone) mentre il 22,2% delle famiglie italiane, pari a 5,394,068, ha difficoltà a pagare bollette e affitti.
I cittadini che vivono in povertà assoluta, cioè persone che non possono conseguire uno standard di vita minimamente accettabile, sono 2.893.000 (4,9% dell'intera popolazione) e vivono in 1.126.000 nuclei familiari (4,6%). Le Famiglie “povere” sono 2.737.000 e rappresentano l’11.3% delle famiglie Italiane. La CARITAS (notoriamente altamente affidabile) dichiara invece che le persone povere in Italia sono oltre 15 milioni e che il 25% della popolazione vive con meno di Euro 500 al mese. Sul fronte opposto ci sono dieci milioni di famiglie (41,5%) che mostrano livelli inesistenti o minimi di disagio economico. Si tratta di famiglie con redditi alti e medio - alti, più diffuse nel nord del paese. Circa 8 milioni e 800mila (36,3%) vivono in condizioni di relativo benessere. Si tratta prevalentemente di famiglie formate da adulti e anziani a reddito medio e di altre più giovani a reddito medio e medio - alto, che hanno come problema quasi esclusivo il rimborso del mutuo.
L'evasione fiscale in Italia, ogni anno costa oltre 300 miliardi di euro di imponibile che vengono sottratte all’erario e quindi alle casse dello stato. Di queste, l'evasione di imposte dirette è di 115 miliardi di euro, l'economia sommersa sottrae circa 105 miliardi, la criminalità organizzata produce un danno di 40 miliardi e 25 miliardi e’ la cifra che evade chi ha il secondo o terzo lavoro (i dati provengono da una stima che è stata fatta da “Krls Network of Business Ethics” per conto di Contribuenti.it, Associazione contribuenti italiani, elaborando dati ministeriali e dell’Istat). Il valore aggiunto dell’economia sommersa italiana e’ quasi pari al 18% del PIL. I lavoratori in nero sono circa 2 milioni, di questi 800 mila sono dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro (con un'evasione d’imposta appunto di 25 miliardi di euro). Il giro di affari dell’economia criminale realizzata dalle grandi organizzazioni mafiose che, in almeno tre regioni del Mezzogiorno, controllano buona parte del territorio è di 120 miliardi di euro all’anno con un’imposta evasa di 40 miliardi di euro. Il 78% circa delle società di capitali italiane dichiara redditi negativi (52%) o meno di 10 mila euro (26%). In pratica su un totale di circa 800 mila società di capitali il 78% non versa quanto dovuto di imposte dirette. Si stima un’evasione fiscale che stabilmente si aggira attorno ai 15 miliardi di euro l’anno.
Nelle Elezioni Politiche del 2008, dalla relazione della Corte dei Conti depositata a Montecitorio, i partiti hanno speso circa 120 milioni di euro ma ne incasseranno quasi 500 di milioni, in poco meno di cinque anni. In particolare, per il solo 2008, i rimborsi spese sono stati: Per la Camera dei Deputati Euro 88.221.430,02. Per il Senato della Repubblica Euro 96.183.000,00. Per un totale, solo nel 2008, di Euro 184.404.430,02. Il costo complessivo a carico dei contribuenti, per il finanziamento dei Partiti, nel periodo 2008-2013, sara’ pari a circa 2 miliardi di euro considerando anche le elezioni europee del 2009, quelle regionali del 2010 e quelle politiche del 2013.
ALCUNE DELLE LEGGI APPROVATE DAL 1994 AD OGGI
Le leggi che seguono, sono state approvate dal 1994 ad oggi (2010).
Queste leggi, hanno monopolizzato i lavori del parlamento per la stragrande maggioranza del tempo delle legislature in corso e, a prescindere da quale parte politica ha governato il paese, non sono mai state abrogate.
Più di una, sarebbe stato inutile eliminarle perché hanno avuto degli effetti momentanei. Altre invece, ancora in vigore, sono sopravvisssute in maniera bipartisan.
LEGGI COSIDETTE “AD PERSONAM”
· il Decreto Biondi, approvato il 13 luglio 1994, provocò la scarcerazione immediata di 2764 detenuti, dei quali 350 erano colletti bianchi coinvolti in Tangentopoli (compresi la signora Poggiolini, l’ex ministro Francesco De Lorenzo e Antonino Cinà, il medico di Totò Riina), al fine di impedire l’arresto di Paolo Berlusconi, del capo dei servizi fiscali della Fininvest Salvatore Sciascia e di Massimo Maria Berruti, consulente del gruppo Fininvest;
· la Legge sulle Rogatorie, approvata nel 2001, serviva a cancellare le prove giunte dall’estero per rogatoria ai magistrati italiani, comprese ovviamente quelle che dimostrano le corruzioni dei giudici romani da parte di Previti & C;
· la non ratifica del Mandato di cattura europeo (2001), da parte del governo Berlusconi, vide l’Italia come unico paese fra quelli dell’Unione europea a non aver ratificato, ma solo relativamente ai reati finanziari, ai reati contro la Pubblica amministrazione, e il motivo della mancata ratifica, secondo “Newsweek”, è che Berlusconi temeva di essere arrestato dai giudici spagnoli per l’inchiesta su Telecinco;
· la Legge Frattini sul conflitto d’interessi, approvata il 28 febbraio del 2002, che consente di “legalizzare” la posizione di conflitto di interessi di Berlusconi: chi possiede aziende e va al governo, ma di quelle aziende è soltanto il “mero proprietario”, non è in conflitto d’interessi e non è costretto a cederle, quindi l’unica conseguenza per il premier è stato lasciare la presidenza del Milan;
· la depenalizzazione del falso in bilancio, legge fatta dal governo Berlusconi nel 2002, ha permesso a Berlusconi di ottenere l’assoluzione perché “il fatto non è più previsto dalla legge come reato” nel processo All Iberian 2 e nell’ambito dell’ultimo stralcio del processo SME, e di giungere alla prescrizione nel processo sul caso del calciatore Lentini;
· la Legge Cirami sul legittimo sospetto, approvata il 5 novembre 2002, che reintroduce il concetto di “legittima suspicione” sull’imparzialità del giudice, quale causa di ricusazione e trasferimento del processo, viene sistematicamente invocata dagli avvocati di Berlusconi e Previti nei processi che li vedono imputati;
· il cosiddetto Lodo Schifani (legge n.140/2003), per l’impunità delle alte cariche dello stato, ha consentito la sospensione dei processi a carico di Berlusconi fino alla bocciatura da parte della Corte Costituzionale;
· la riapertura dei termini per il condono fiscale, Dl 143 del 24 giugno 2003, estende il condono a coloro che hanno “concorso a commettere i reati”, anche se non hanno firmato la dichiarazione fraudolenta, come nel caso dei 9 coimputati del premier, accusati di aver aiutato Berlusconi a evadere con fatture false o gonfiate;
· la cosiddetta Legge ex-Cirielli, Legge n. 251/2005, denominata anche legge salva-Previti, ha introdotto una riduzione dei termini di prescrizione per gli incensurati e trasformato in arresti domiciliari la detenzione per gli ultrasettantenni, consentendo l’estinzione per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi “Diritti tv Mediaset” e”Mills” a carico di Berlusconi;
· la cosiddetta Legge Pecorella, che introduceva l’inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento, fu respinta dal presidente Ciampi in quanto incostituzionale, così Berlusconi la ripresentò uguale per farla riapprovare (legge n.46) nel gennaio 2006, ma la Consulta la bocciò con la sentenza n. 26 del 2007;
· Il cosiddetto Lodo Alfano (legge n. 124/2008), per l’impunità delle alte cariche dello stato, ha consentito la sospensione dei processi a carico di Berlusconi fino alla bocciatura da parte della Corte Costituzionale, nonostante le pressioni ricevute da quest’ultima;
· il cosiddetto legittimo impedimento, legge del 7 aprile 2010 n. 51, che consente di rinviare i processi per Berlusconi e i ministri, si applica per tutte quelle attività “coessenziali” alle funzioni di governo e a certificare che esiste un impedimento “continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni”, sarà la Presidenza del Consiglio;
· il cosiddetto decreto “salva liste”, Dl 5 marzo 2010 n. 29, è stato il tentativo, palesemente incostituzionale (comma IV art. 72, art.117 della costituzione), da parte del governo Berlusconi di cambiare le regole nel corso della competizione elettorale;
· il Disegno di legge sul “processo breve” stabilisce che per l’imputato incensurato, il processo non può durare più di sei anni (due anni per grado e due anni per il giudizio di legittimità), tutto a beneficio di Berlusconi nelle vicende sui diritti tv Mediaset, Mediatrade, corruzione dei senatori.
· promuove leggi come quella sulle intercettazioni che non solo vieta la pubblicazione di conversazioni sui giornali (male minore), ma impedisce a giudici e pm di utilizzare lo strumento che più ha inciso negli ultimi vent'anni di lotta alla mafia e alla criminalità in generale
· taglia i finanziamenti alle forze di polizia costringendole all'ordinario.
· Le frequenze su cui Mediaset trasmette sono dello Stato italiano che le può dare in concessione a qualunque società ritenga. Mediaset o altre. La logica vorrebbe che la concessione porti principalmente soldi alle casse dello Stato, non ai privati. La ricchezza del signor Berlusconi, dell’imprenditore Berlusconi, deriva da una “graziosa” concessione ottenuta prima da Craxi con un una tantum annua ridicola e poi dal Governo D’Alema nel 1999, con la legge un per cento (pagina 32: legge 488, art.27 comma 9, del 23 dicembre 1999). Legge mai messa in discussione dagli altri Governi che lo hanno seguito, tra cui ovviamente i suoi oltre al conflitto d’interesse e alla legge elettorale attuale che ha soppresso le preferenze.
LEGGI COSIDETTE AD “AZIENDAM”
Berlusconi a suon di leggi ad aziendam ha triplicato il proprio patrimonio, in particolare dall’inizio del 1994 (3,1 miliardi di euro), quando è entrato in politica, al 2005 (12 miliardi di euro secondo Forbes).
Di seguito si riportano le norme approvate dai governi Berlusconi che, in modo evidente, hanno favorito le società del premier e la crescita del suo patrimonio:
Di seguito si riportano le norme approvate dai governi Berlusconi che, in modo evidente, hanno favorito le società del premier e la crescita del suo patrimonio:
· la Legge Tremonti, approvata il 10 giugno 1994, per la detassazione del 50% degli utili reinvestiti dalle imprese, ha consentito alla neonata Mediaset di risparmiare 243 miliardi di lire di imposte sull’acquisto di diritti cinematografici per i film d’annata;
· la cosiddetta Tremonti-bis, Legge del 18 ottobre 2001 n. 383, abolisce l’imposta su successioni e donazioni per i patrimoni superiori ai 350 milioni di lire (fino a quella cifra l’imposta era già stata abrogata dal centrosinistra);
· il cosiddetto “Decreto Salva-Calcio”, Decreto legge n. 282/2002, introduce una norma che consente alle società di calcio (tra cui il Milan che risparmia 242 milioni di euro) di diluire le svalutazioni dei cartellini dei calciatori sui bilanci in un arco di dieci anni, con importanti benefici economici in termini fiscali;
· il condono fiscale, contenuto nella Legge Finanziaria del 2003, ha consentito a Berlusconi di sanare con appena 1800 euro un’evasione di 301 miliardi di lire contestata dai pm di Milano e a Mediaset di sanare le evasioni di 197 milioni di euro, contestate dall’Agenzia delle entrate, pagandone appena 35;
· la detassazione delle plusvalenze da partecipazione, riforma introdotta da Tremonti nel 2003, venne subito utilizzata dal premier Berlusconi nell’aprile 2005 quando cedette il 16,88% di Mediaset detenuto da Fininvest per 2,2 miliardi di euro, risparmiando 340 milioni di euro di tasse;
· il Decreto Salva-Rete 4, firmato da Berlusconi il 24 dicembre 2003, concede una proroga per continuare a far trasmettere Rete 4 in analogico, a danno di Europa 7, pur non avendo la concessione per farlo dal 1999;
· la Legge Gasparri del 2004, sul riordino del sistema radio-televisivo e delle comunicazioni, assicura che Rete 4 non avrebbe sforato il tetto antitrust perché, entro il 30 aprile 2004, il 50% degli italiani avrebbe dovuto captare il segnale del digitale terrestre, però, a quella data, solo il 18% della popolazione riceveva il segnale digitale, inoltre, tale legge regala a Mediaset una potenziale crescita dei ricavi di 1-2 miliardi di euro l’anno, come ha candidamente ammesso lo stesso Fedele Confalonieri;
· le norme sull’acquisto del decoder, cui fanno riferimento la Legge n.350/2003 (Finanziaria 2004) e la Legge 311/2004 (Finanziaria 2005), introducono un incentivo statale all’acquisto di decoder e a beneficiare in forma prevalente dell’incentivo è la società Solaris, il principale distributore in Italia dei decoder digitali Amstrad del tipo “Mhp”, controllata al 51 per cento da Paolo e Alessia Berlusconi;
· l’estensione del condono edilizio alle aree protette, Legge n.308/2004, inserisce le zone protette tra le aree condonabili e tra queste ci sono anche le aree di Villa Certosa di proprietà della famiglia Berlusconi;
· la riduzione delle aliquote fiscali per i redditi dei più abbienti, varata dal governo Berlusconi a fine 2004, consente a Berlusconi, secondo i calcoli de L’Espresso, di risparmiare 764.154 euro all’anno;
· il Testo unico della previdenza complementare, Decreto legislativo n. 252 del 2005, prevede norme che favoriscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale, a beneficio soprattutto di Mediolanum di proprietà della famiglia Berlusconi;
il servizio Postescuola di consegna e ordinazione, per telefono e online, dei libri di testo destinati agli alunni della scuola secondaria, tramite l’accordo stipulato il 9 giugno 2005 tra il Ministero dell’Istruzione e le Poste Spa, ha previsto la consegna dei libri tramite la Mondolibri Bol, una società posseduta al 50 per cento da Arnoldo Mondadori Editore Spa, di cui è mero proprietario Berlusconi;
il servizio Postescuola di consegna e ordinazione, per telefono e online, dei libri di testo destinati agli alunni della scuola secondaria, tramite l’accordo stipulato il 9 giugno 2005 tra il Ministero dell’Istruzione e le Poste Spa, ha previsto la consegna dei libri tramite la Mondolibri Bol, una società posseduta al 50 per cento da Arnoldo Mondadori Editore Spa, di cui è mero proprietario Berlusconi;
· l’innalzamento dal 10% al 20% del tetto per l’acquisto di azioni proprie, da parte delle società quotate in borsa, è stato subito messo in atto dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset;
· lo spostamento di pubblicità da Rai a Mediaset da parte delle aziende e delle istituzioni controllate dal governo: ministeri, Poste, Eni, Enel, ecc., si è verificato in misura cospicua da quando nel 2008 Berlusconi è tornato al governo;
· il Decreto legge n. 185/2008 ha stabilito l’aumento dal 10 al 20% dell’aliquota IVA sulla pay tv “Sky Italia”, il principale competitore privato del gruppo Mediaset;
le norme contenute nel decreto Romani, entrato in vigore il 15 marzo 2010, regolano gli spazi pubblicitari televisivi a vantaggio di Mediaset e a svantaggio di Sky, costretta a scendere entro il 2013 dal 18 al 12% di affollamento orario di spot;
le norme contenute nel decreto Romani, entrato in vigore il 15 marzo 2010, regolano gli spazi pubblicitari televisivi a vantaggio di Mediaset e a svantaggio di Sky, costretta a scendere entro il 2013 dal 18 al 12% di affollamento orario di spot;
· il cosiddetto Lodo Cassazione, norma fatta su misura per la Mondadori, inserita di nascosto all’interno del Dl incentivi del 25 marzo 2010, consente di archiviare i processi tributari arrivati in Cassazione con due sentenze favorevoli al contribuente mediante il pagamento del solo 5% del valore della lite attraverso il quale la Mondadori, che non aveva pagato tasse per 173 milioni di euro, pagandone 8.5 milioni risulta in regola con il fisco.

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